I'm not there.

scritto da jude17 il venerdì, 14 settembre 2007,15:10

Titolo: I’m not there. Io non sono qui.

Regista: Todd Haynes

Interpreti: Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Charlotte Gainsbourg, Julianne Moore, Bruce Greenwood, Michelle Williams.

Data: 2007

 

Mi è difficile dare un giudizio, un parere, mi è difficile scrivere una recensione. Ho aspettato giorni, perché si sa, se un film ti piace parecchio non puoi scrivere d’entusiasmo, finisce sempre che ti penti delle tue stesse parole. Eppure questo film non riuscirà mai a farmi cambiare idea. Credo sia uno spettacolo meraviglioso, un capolavoro. Quel pazzo di Haynes ci ha visto bene. Non perdetevelo per nulla al mondo. Al momento non so cos’altro dire, sul serio.

categoria: cinema, im not there, bale, blanchett
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Disturbia

scritto da jude17 il lunedì, 03 settembre 2007,17:46

Titolo: Disturbia

Regia: D.J. Caruso

Interpreti: Shia LaBeouf, Sarah Roemer, Carrie-Anne Moss, David Morse

Data: 2007

                             

Tornata dalle vacanze, dritta al cinema, destinazione: quartiere Disturbia. Il film non è deludente, come in molti si aspettavano, anzi: devo ammettere che è stata piuttosto piacevole la serata. Vi consiglio vivamente di guardarlo con amici, perché oltre ad essere un thriller – poco originale - è abbastanza divertente. Kale (Shia LaBeouf), picchia un suo insegnante di spagnolo e viene costretto agli arresti domiciliari nella sua accogliente e accessiorata casa in un quartiere apparentemente tranquillo. Non vi aspettate un ragazzino sbandato, drogato, senza stimoli, ma semplicemente un ragazzo moderno, con la passione per la musica e i videogiochi, un ragazzo che si lega a internet e non può vivere senza iTunes, un ragazzo che in un momento di rabbia ha perso la pazienza e che sgancia un fortissimo (povero maestro, in effetti) pugno al professore di spagnolo. Kale, nella completa noia, si attrezza e spia il vicinato, scoprendo segreti e pettegolezzi, fino ad accorgersi che uno dei suoi vicini, il signor Turner, è un assassino. Ma, grazie all’aiuto della ragazza trasferitasi da poco (Sarah Roemer), per la quale nutre un sincero sentimento, - c’è una scena davvero toccante tra i due adolescenti – l’amico dalle origini asiatiche e la madre-vittima (Carrie-Ann Moss), conduce tutti a un lieto fine, che non vedevo in un film da un bel pezzo. Regia passabile, colonna sonora discreta, quelli che hanno fatto la differenza sono stati gli attori. Primo fra tutti LaBeouf – lo ammetto, ho una cotta per lui – seguito da una bellissima Roemer, e da una affascinante Moss – quasi quasi ci si aspettava che saltasse e ci stupisse con qualche sua mossa da Matrix. -

categoria: cinema, disturbia, labeouf
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Marie Antoinette

scritto da jude17 il mercoledì, 15 agosto 2007,14:26

Titolo: Marie Antoinette

Regia: Sofia Coppola

Interpreti: Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Judy Davis, Rip Torn, Rose Byrne, Asia Argento

Data: 2006

 

Ancora una volta, la coppia vincente Coppola/Dunst vince. L’atmosfera delle due è così ben omologata che a volte sembra di rivedere “Il giardino delle vergini suicide”, - osservate le scene in carrozza per la regina, e in auto per la vergine sucida: identiche - .  La fine dell’adolescenza, la crescita, la scoperta di essere “donna”, il desiderio materno –imposto e non- l’amore provato, l’indifferenza subita… tutto l’essere ragazza c’è in questo film. Per chi si aspetta un film storico, allora cambi canale, o inizi a guardarlo da un’altra prospettiva: questa non è una biografia di una reginetta viziata e odiosa, inutile e dannosa: questa è la storia di un’adolescente che viene strappata dalla famiglia, che si vede costretta a indossare abiti francesi, a parlare francese, ad avere cani francesi; Marie Antoinette è una ragazzina, una povera sognatrice illusa, come lo è tutto il popolo femminile a quell’età. La difficile traversata della giovane donna è accompagnata dalla perfetta colonna sonora che va dai Bow Wow Wow a Vivaldi, dai Cure agli Strokes, tutte canzoni studiate e meticolosamente intonate alle immagini. Marie Antoinette è ben interpretato, ben diretto, ben musicato… Che altro dire?

categoria: cinema, marie antoinette, dunst
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Basquiat

scritto da jude17 il mercoledì, 08 agosto 2007,14:50

Titolo: Basquiat

Regia: Julian Schnabel

Interpreti: Jeffrey Wright, Michael Wincott, Benicio Del Toro, Claire Forlani, David Bowie, Dennis Hopper, Gary Oldman, Christopher Walken, Willem Dafoe, Courtney Love

Data: 1996.

 

Bel cast, vero? Ci si aspetterebbe un ottimo film, ma Schnabel non ci riesce… Questo regista ha sempre buone idee, ma mai riesce a concretizzarle realmente (stessa sorte toccata a “Prima che sia notte”, del 2000). Jean-Michelle Basquiat (Jeffrey Wright), nome che già sembra essere famoso alle orecchie di Rene Ricard (Michael Wincott), è un pittore. Ma oltre questo, il film non sembra darci molto o spiegarci altro. Era un drogato, molto amico di Andy Warhol, molto diffidente nei confronti degli altri… e allora? Il personaggio non è reso interessante, sebbene Wright ce la metta tutta. Bowie è perfetto nella parte di Warhol, Oldman compare sì e no dieci minuti, ma sempre con tutto il suo charme e la sua bravura. Tuttavia la colonna sonora ripara i punti deboli, che aumentano man mano il film va avanti… bè, cos’altro dire? Da guardare sì, ma di pomeriggio, verso le tre, dopo aver finito di pranzare... si digerisce più facilmente.

categoria: cinema, basquiat, oldman, forlani
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Vite perdute. Per fortuna!

scritto da dado9090 il lunedì, 06 agosto 2007,15:00

Due ore di film diretto male e recitato peggio. (E poi capisci perché è difficile da trovare.)

Così potrei definire la mia visione di ieri. Ma sarebbe troppo facile.

Vite perdute. Più che le vite, sono gli spettatori che si perdono vedendo questa proiezione. Un film che parla di Sicilia, ma che della Sicilia non ha nemmeno il profumo di arance o almeno di arancini.

La trama è davvero ingarbugliata, sempre che si possa parlare di trama.

Inizia con una passione amorosa, finisce con una tragedia. Tra lotte per la sopravvivenza, sotterfugi per combattere la povertà, bustarelle, favorucci e potenti “benefattori” si srotola una vicenda dai risvolti tragicomici (credo non voluti, per altro). La banda di quartiere è numerosa e dispe/arata, c’è un commissario troppo scrupoloso che fa troppo bene il suo mestiere, un politico maniaco e qualche picciotto traditore. In casa (e all’esterno) si consumano solamente drammi: alla fine della pellicola se l’attore non è morto, per lo meno è in carcere o a prostituirsi da qualche parte. I personaggi sono ben congeniati e pensati ma mancano di espressività, alcune scene sono davvero guardabili (come “l’ultima cena” in cui Gennaro taglia il salame e lo passa ai “suoi discepoli”, criticata per altro da molti) ma sinceramente non si capisce niente.

Alla fine ti rimane in mente sono la battuta (squallida, maschilista e banale): “Avevo sentito che la donna è debole, ma un suo pelo tira più di due elefanti”.

Com’è bella la Sicilia per il regista Giorgio Castellani (alias: Giuseppe Greco, figlio di un famoso boss)!

Gli agrumeti, le belle donne formose, la vita spensierata dove sono finiti?

Voto: non pervenuto.

 

Se volete saperne di più:

http://209.85.135.104/search?q=cache:xwL57v3aMsoJ:it.movies.yahoo.com/v/vite-perdute/recensioni-130751.html+vite+perdute+castellani&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it

categoria: vite perdute, castellani
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Smokin' Aces

scritto da jude17 il giovedì, 02 agosto 2007,11:46

Titolo: Smokin’ Aces

Regia: Joe Carnahan

Interpreti: Ryan Reynolds, Ray Liotta, Jeremy Piven, Ben Affleck, Martin Henderson, Andy Garcia, Jason Bateman, Alicia Keys

Data: 2006

Per gli amanti dell’action-movie, e del cinema “pulp”, questa è una chicca da non perdersi assolutamente. Tanto sangue e risate, tanto disordine e primi piani. Buddy “Aces” Israel (Jeremy Piven, assolutamente grandioso in questo film), famoso illusionista, dopo aver banchettato con la mafia, e aver scherzato con il crimine, viene puntato da Primo Sbarazza, che vuole il suo cuore, “vecchia scuola siciliana”, lo scusa il suo amico Serna. L’FBI tiene sotto protezione testimoni lo showman, ma risoluti criminali, saputa la grossa somma sulla taglia del ricco cocainomane, fanno a gara per ucciderlo. Una successione di sparatorie in un hotel del casino, tra personaggi al limite dell’assurdo e dell’idiozia (i tre fratelli neo-nazisti), dal fascino indecente (Alicia Keys), dalla crudeltà esasperante e dalla furbizia oscena, riescono a fregare l’FBI, che aveva già abbandonato il povero Israel. Nel complesso, il film sembra essere positivo, ma per via di alcune lacune, come l’inizio troppo incalzante e lungo, seguito da una seconda parte per niente all’altezza del primo tempo, si rifà col finale inaspettato, malinconico e liberatorio. Chi si è accorto della presenza di Matthew Fox (alias Jack Shephard, il bel dottore di Lost) come capo della sicurezza, con un travestimento irriconoscibile (baffi, capelli lunghi e spettinati)? Io. Inoltre, nella sua piccola parte, dialoga con un altro uomo della saga più seguita in America (Nestor Carbonell, nel film un pericoloso assassino). Da notare anche Curtis Armstrong, compagno di Bruce Willis in “Moonlighting”, nella parte dell’avvocato di Buddy Israel. Bella la performance di Maury Sterling (uno dei fratelli neo-nazisti), divertente in ogni minuto in cui compare, quella di Alicia Keys, debuttata alla grande, e di Jeremy Piven, colonna portante del film, attore con la “A” maiuscola, paragonabile, e quindi alla stessa altezza di Sam Rockwell.   

                                           

 

 

categoria: cinema, smokin aces, piven
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Michelangelo Antonioni

scritto da jude17 il martedì, 31 luglio 2007,13:40

Cosa sta accadendo al cinema? Piange.

categoria: cinema
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Michel Serrault.

scritto da dado9090 il martedì, 31 luglio 2007,08:09

Adieu Zaza.

categoria: cinema
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Ingmar Bergman

scritto da jude17 il lunedì, 30 luglio 2007,15:13

Addio.

 

categoria: cinema
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Hooligans

scritto da jude17 il venerdì, 27 luglio 2007,20:32

Titolo: Hooligans

Regia: Lexi Alexander

Interpreti: Elijah Wood, Claire Forlani, Charlie Hunnam, Leo Gregari

Data: 2005

 

Violenza, violenza e ancora violenza. Gli “hooligans” in Inghilterra sono gli “ultras” italiani, e sembra piuttosto difficile immaginarsi il piccolo e tenero Elijah Wood trasformato in uno scaricatore di violenza. Eppure sembra che dobbiamo ancora aspettarci molto da lui, che in questo film sembra calzare a pennello nel ruolo di Matt, un americano che chiama il football “soccer” e che viene cacciato fuori dal college per essersi addossato la colpa del compagno cocainomane. Il ragazzo, così, trasferitosi a Londra dalla sorella (Claire Forlani), fa presto amicizia con Pete (Charlie Hunnam) fratello del cognato e capo della GSE, ovvero della “green street elite”, che frequenta e ne diventa patito membro. Come in tutte le storie che si rispettino, in questa, Matt ha a che fare con una vendetta in sospeso, una vita intrisa di rabbia, un branco, un amico, un traditore, un’”ultima battaglia”, una risoluzione e un lieto fine, che però sembra a tratti disprezzare e a tratti elogiare questa violenza di cui il film tanto descrive. Incolpo la regista per un solo motivo: questi scontri, queste scazzottate, quasi non hanno sentimento: sono mosse da una rabbia, da un’aggressività propria dell’uomo nel suo lato più selvaggio. Ma non umana.

categoria: cinema, hooligans, forlani, wood
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