Michelangelo Antonioni

scritto da jude17 il martedì, 31 luglio 2007,13:40

Cosa sta accadendo al cinema? Piange.

categoria: cinema
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Michel Serrault.

scritto da dado9090 il martedì, 31 luglio 2007,08:09

Adieu Zaza.

categoria: cinema
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Ingmar Bergman

scritto da jude17 il lunedì, 30 luglio 2007,15:13

Addio.

 

categoria: cinema
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Hooligans

scritto da jude17 il venerdì, 27 luglio 2007,20:32

Titolo: Hooligans

Regia: Lexi Alexander

Interpreti: Elijah Wood, Claire Forlani, Charlie Hunnam, Leo Gregari

Data: 2005

 

Violenza, violenza e ancora violenza. Gli “hooligans” in Inghilterra sono gli “ultras” italiani, e sembra piuttosto difficile immaginarsi il piccolo e tenero Elijah Wood trasformato in uno scaricatore di violenza. Eppure sembra che dobbiamo ancora aspettarci molto da lui, che in questo film sembra calzare a pennello nel ruolo di Matt, un americano che chiama il football “soccer” e che viene cacciato fuori dal college per essersi addossato la colpa del compagno cocainomane. Il ragazzo, così, trasferitosi a Londra dalla sorella (Claire Forlani), fa presto amicizia con Pete (Charlie Hunnam) fratello del cognato e capo della GSE, ovvero della “green street elite”, che frequenta e ne diventa patito membro. Come in tutte le storie che si rispettino, in questa, Matt ha a che fare con una vendetta in sospeso, una vita intrisa di rabbia, un branco, un amico, un traditore, un’”ultima battaglia”, una risoluzione e un lieto fine, che però sembra a tratti disprezzare e a tratti elogiare questa violenza di cui il film tanto descrive. Incolpo la regista per un solo motivo: questi scontri, queste scazzottate, quasi non hanno sentimento: sono mosse da una rabbia, da un’aggressività propria dell’uomo nel suo lato più selvaggio. Ma non umana.

categoria: cinema, hooligans, forlani, wood
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The eternal sunshine of the spotless mind

scritto da jude17 il venerdì, 20 luglio 2007,17:07

Titolo: The eternal sunshine of the spotless mind – Se mi lasci ti cancello

Regia: Michel Gondry

Data: 2004

Interpreti: Jim Carrey, Kate Winslet, Elijah Wood, Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Tom Wilkinson

Joel Barish (Jim Carrey), s’innamora. Ed è proprio questo il punto! S’innamora! Ma la genialità del film sta nel fatto che la donna sua amante (Kate Winslet), una volta lasciato lui, lo cancella per sempre dalla sua memoria. Subito Joel ricorre ai ripari e fa uso della strana invenzione del dottor Howard Mierzwiak (Tom Wilkinson), e nella stanza in cui gli fanno il lavaggio del cervello, tre addetti al caso (Mark Ruffalo, Kirsten Dunst, Elijah Wood) fanno baldoria e si confessano l’un l’altro scoprendo e strani casi equivoci del destino che li avvicendano – compreso Joel - tra di loro. Intanto il paziente ripercorre i suoi ricordi passati con la propria amata, una corsa mano nella mano per nasconderla nella memoria cercando più volte di ostacolare l’operazione, ma oramai è fatta. Da un regista di video musicali, nasce uno dei più bei film romantici, decorato da ottime interpretazioni (Jim Carrey, primo fra tutti, in un ruolo drammatico e complicato esprime tutta la sua bravura), con un susseguirsi di scene dolci e significative, con un finale fiducioso sebbene un po’ cupo. Bello, bello, bello. Aggiungo: titolo italiano davvero ridicolo.

                        

 

Ménage? Oui, mais à deux!

scritto da dado9090 il venerdì, 20 luglio 2007,13:59

Titolo: Jules e Jim – Jules et Jim.
 
Regia: François Truffaut
                      
Data: 1962
 
Interpreti: Oskar Werner, Jeanne Moreau, Henri Serre, Vanna Urbino, Sabine Haudepin, Boris Bassiak, Therese Marie Dubois.
 
Un film accademico, ottimo paradigma per chiunque volesse capire che cosa sia esattamente la « nouvelle vague ». Un giovane Truffaut (che sembra un po’ scimmiottare Feyder) con davvero pochi soldi (tanto che la stessa Moreau sborserà di tasca sua per la produzione) è un poeta del cinema. Ma tutte le poesie quando vengono tradotte, perdono la loro linfa originaria. Questo è l’effetto che il doppiaggio ha creato in Jules & Jim (da vedere obbligatoriamente in francese!).
Non piacque alla critica bigotta, perché? Ah è semplice! Trattare in un film di un ménage à trois non è cosa perbene. Bhè se si avesse voluto davvero capire l’essenza della vicenda al di là delle apparenze, si avrebbe di certo capito che il triangolo amoroso c’entra poco. È il legame indissolubile tra i due protagonisti a essere la vera «étoile» della pellicola. La donna (Catherine) è un elemento di disturbo che trascina tutti nel turbine della vita e della passione e che fa apparentemente entrare in crisi il vincolo d’amicizia di Jules e Jim. I due sono deboli, si lasciano trasportare dal pathos, dai sentimenti; Catherine è diabolica, gelida e ne è cosciente.
Il finale stupisce.

Se non vi piacerà il film almeno godetevi i due minuti di «le tourbillon de la vie» cantato da una splendida Jeanne Moreau che sa incantarti e ti fa dimenticare il tempo (un po’ come l’alcol).
3 ciak su 5 suvvia!
categoria: cinema, truffaut, moreau
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Io ballo da sola.

scritto da dado9090 il giovedì, 19 luglio 2007,20:44

Titolo: Stealing beauty –Io ballo da sola.                              
 
Regia: Bernardo Bertolucci
                      
Data: 1996
 
Interpreti: Liv Tyler, Jeremy Irons, Jean Marais, Sinéad Cusack, Stefania Sandrelli, Francesco Siciliano, Joseph Fiennes
 
Lucy 19 anni, americana, ha un fascino lolitiano (tipica scelta di Bertolucci) e lo sa bene. Viene spedita in Toscana per passare una vacanza in una casa piena di artisti e gente stravagante: uno scultore, un drammaturgo, un mercante d’arte francese, ecc. Il viaggio però non è puro piacere ma diventa un’ottima occasione per investigare sulle sue origini, sul padre e sulla madre poetessa ormai morta. Il viaggio diventa anche iniziazione alla sensualità: Lucy scopre e si fa scoprire, Lucy abbaglia e si fa abbagliare. La cascina è un insieme di sguardi, di ambiguità, di segreti passati e di gente che mormora. Tra rivelazioni trafugate e passioni nascoste la ragazza cambierà per sempre e cambierà per sempre i decadenti abitanti di quel casolare.
Il film è delicato e ben diretto però ti lascia in  testa (forse) solo gli occhioni azzurri della Tyler e gli splendidi scenari delle colline senesi. Insomma: nulla di eccezionale e non all’altezza di capolavori a cui Bertolucci ci ha abituati. Le riprese sono oniriche, sensuali, a volte poetiche ma la trama è inconsistente. Ecco:! direi che è un film rilassante, spensierato quanto basta. Da vedere sotto le stelle in una nottata estiva.
2 ciak e mezzo perché sono buono!
categoria: cinema, tyler, bertolucci
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Prick up your ears.

scritto da jude17 il giovedì, 19 luglio 2007,15:19

Titolo: Prick up your ears – L’importanza di essere Joe                               

Regia: Stephen Frears

Data: 1987

Interpreti: Gary Oldman, Alfred Molina, Vanessa Redgrave

Film audace, scelta coraggiosa, cast perfetto, regia brillante. Sembrerebbe che non ci sia nient’altro da dire, ma poiché è il primo film che posto, mi pare giusto allungare un po’ il brodo. Joe Orton (Gary Oldman) vuole fare l’attore, ma la madre non vuole, ma è omosessuale, ma non ha talento (così sembra inizialmente), ma è spregiudicato, ma è libero, ma è… un’artista. Convivendo con  Kenneth Halliwell (Alfred Molina), incontrato nella scuola di teatro, impara davvero a scrivere e diventa un commediografo. La sua prima commedia non piace, ma “ne farà una migliore” ed avrà successo. Il suo coinquilino, frustrato dalla buona fortuna dell’allievo-compagno, impazzirà per disperazione. In un’Inghilterra conformista e contro ogni tipo di trasgressione, ma comunque rassegnata al progresso e all’evoluzione dell’essere umano, dove la scena era ancora dei Beatles,  irrompe questo personaggio, questo perverso e bugiardo commediografo, che diverte e affascina, imbarazza e soggioga. Un Alfred Molina da dieci, un Gary Oldman alle prese con uno dei suoi primi film – e a furia di lodarlo, sto dimenticando la sua parte umana – , un Frears ancora lontano quattordici anni da “Alta Fedeltà” e diciannove da “The Queen”, firma quello che reputo quasi un capolavoro. Sarò di parte? Sì. E lo ammetto. Ma è da vedere.