Marie Antoinette

scritto da jude17 il mercoledì, 15 agosto 2007,14:26

Titolo: Marie Antoinette

Regia: Sofia Coppola

Interpreti: Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Judy Davis, Rip Torn, Rose Byrne, Asia Argento

Data: 2006

 

Ancora una volta, la coppia vincente Coppola/Dunst vince. L’atmosfera delle due è così ben omologata che a volte sembra di rivedere “Il giardino delle vergini suicide”, - osservate le scene in carrozza per la regina, e in auto per la vergine sucida: identiche - .  La fine dell’adolescenza, la crescita, la scoperta di essere “donna”, il desiderio materno –imposto e non- l’amore provato, l’indifferenza subita… tutto l’essere ragazza c’è in questo film. Per chi si aspetta un film storico, allora cambi canale, o inizi a guardarlo da un’altra prospettiva: questa non è una biografia di una reginetta viziata e odiosa, inutile e dannosa: questa è la storia di un’adolescente che viene strappata dalla famiglia, che si vede costretta a indossare abiti francesi, a parlare francese, ad avere cani francesi; Marie Antoinette è una ragazzina, una povera sognatrice illusa, come lo è tutto il popolo femminile a quell’età. La difficile traversata della giovane donna è accompagnata dalla perfetta colonna sonora che va dai Bow Wow Wow a Vivaldi, dai Cure agli Strokes, tutte canzoni studiate e meticolosamente intonate alle immagini. Marie Antoinette è ben interpretato, ben diretto, ben musicato… Che altro dire?

categoria: cinema, marie antoinette, dunst
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Basquiat

scritto da jude17 il mercoledì, 08 agosto 2007,14:50

Titolo: Basquiat

Regia: Julian Schnabel

Interpreti: Jeffrey Wright, Michael Wincott, Benicio Del Toro, Claire Forlani, David Bowie, Dennis Hopper, Gary Oldman, Christopher Walken, Willem Dafoe, Courtney Love

Data: 1996.

 

Bel cast, vero? Ci si aspetterebbe un ottimo film, ma Schnabel non ci riesce… Questo regista ha sempre buone idee, ma mai riesce a concretizzarle realmente (stessa sorte toccata a “Prima che sia notte”, del 2000). Jean-Michelle Basquiat (Jeffrey Wright), nome che già sembra essere famoso alle orecchie di Rene Ricard (Michael Wincott), è un pittore. Ma oltre questo, il film non sembra darci molto o spiegarci altro. Era un drogato, molto amico di Andy Warhol, molto diffidente nei confronti degli altri… e allora? Il personaggio non è reso interessante, sebbene Wright ce la metta tutta. Bowie è perfetto nella parte di Warhol, Oldman compare sì e no dieci minuti, ma sempre con tutto il suo charme e la sua bravura. Tuttavia la colonna sonora ripara i punti deboli, che aumentano man mano il film va avanti… bè, cos’altro dire? Da guardare sì, ma di pomeriggio, verso le tre, dopo aver finito di pranzare... si digerisce più facilmente.

categoria: cinema, basquiat, oldman, forlani
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Vite perdute. Per fortuna!

scritto da dado9090 il lunedì, 06 agosto 2007,15:00

Due ore di film diretto male e recitato peggio. (E poi capisci perché è difficile da trovare.)

Così potrei definire la mia visione di ieri. Ma sarebbe troppo facile.

Vite perdute. Più che le vite, sono gli spettatori che si perdono vedendo questa proiezione. Un film che parla di Sicilia, ma che della Sicilia non ha nemmeno il profumo di arance o almeno di arancini.

La trama è davvero ingarbugliata, sempre che si possa parlare di trama.

Inizia con una passione amorosa, finisce con una tragedia. Tra lotte per la sopravvivenza, sotterfugi per combattere la povertà, bustarelle, favorucci e potenti “benefattori” si srotola una vicenda dai risvolti tragicomici (credo non voluti, per altro). La banda di quartiere è numerosa e dispe/arata, c’è un commissario troppo scrupoloso che fa troppo bene il suo mestiere, un politico maniaco e qualche picciotto traditore. In casa (e all’esterno) si consumano solamente drammi: alla fine della pellicola se l’attore non è morto, per lo meno è in carcere o a prostituirsi da qualche parte. I personaggi sono ben congeniati e pensati ma mancano di espressività, alcune scene sono davvero guardabili (come “l’ultima cena” in cui Gennaro taglia il salame e lo passa ai “suoi discepoli”, criticata per altro da molti) ma sinceramente non si capisce niente.

Alla fine ti rimane in mente sono la battuta (squallida, maschilista e banale): “Avevo sentito che la donna è debole, ma un suo pelo tira più di due elefanti”.

Com’è bella la Sicilia per il regista Giorgio Castellani (alias: Giuseppe Greco, figlio di un famoso boss)!

Gli agrumeti, le belle donne formose, la vita spensierata dove sono finiti?

Voto: non pervenuto.

 

Se volete saperne di più:

http://209.85.135.104/search?q=cache:xwL57v3aMsoJ:it.movies.yahoo.com/v/vite-perdute/recensioni-130751.html+vite+perdute+castellani&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it

categoria: vite perdute, castellani
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Smokin' Aces

scritto da jude17 il giovedì, 02 agosto 2007,11:46

Titolo: Smokin’ Aces

Regia: Joe Carnahan

Interpreti: Ryan Reynolds, Ray Liotta, Jeremy Piven, Ben Affleck, Martin Henderson, Andy Garcia, Jason Bateman, Alicia Keys

Data: 2006

Per gli amanti dell’action-movie, e del cinema “pulp”, questa è una chicca da non perdersi assolutamente. Tanto sangue e risate, tanto disordine e primi piani. Buddy “Aces” Israel (Jeremy Piven, assolutamente grandioso in questo film), famoso illusionista, dopo aver banchettato con la mafia, e aver scherzato con il crimine, viene puntato da Primo Sbarazza, che vuole il suo cuore, “vecchia scuola siciliana”, lo scusa il suo amico Serna. L’FBI tiene sotto protezione testimoni lo showman, ma risoluti criminali, saputa la grossa somma sulla taglia del ricco cocainomane, fanno a gara per ucciderlo. Una successione di sparatorie in un hotel del casino, tra personaggi al limite dell’assurdo e dell’idiozia (i tre fratelli neo-nazisti), dal fascino indecente (Alicia Keys), dalla crudeltà esasperante e dalla furbizia oscena, riescono a fregare l’FBI, che aveva già abbandonato il povero Israel. Nel complesso, il film sembra essere positivo, ma per via di alcune lacune, come l’inizio troppo incalzante e lungo, seguito da una seconda parte per niente all’altezza del primo tempo, si rifà col finale inaspettato, malinconico e liberatorio. Chi si è accorto della presenza di Matthew Fox (alias Jack Shephard, il bel dottore di Lost) come capo della sicurezza, con un travestimento irriconoscibile (baffi, capelli lunghi e spettinati)? Io. Inoltre, nella sua piccola parte, dialoga con un altro uomo della saga più seguita in America (Nestor Carbonell, nel film un pericoloso assassino). Da notare anche Curtis Armstrong, compagno di Bruce Willis in “Moonlighting”, nella parte dell’avvocato di Buddy Israel. Bella la performance di Maury Sterling (uno dei fratelli neo-nazisti), divertente in ogni minuto in cui compare, quella di Alicia Keys, debuttata alla grande, e di Jeremy Piven, colonna portante del film, attore con la “A” maiuscola, paragonabile, e quindi alla stessa altezza di Sam Rockwell.   

                                           

 

 

categoria: cinema, smokin aces, piven
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